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Trattamenti invasivi viso: cosa fanno davvero e cosa non cambiano

Aggiornamento: 5 ore fa

Questo articolo nasce dal metodo di lavoro che adottiamo nel nostro centro, basato su formazione continua e diagnosi estetica approfondita.


Trattamenti invasivi viso : Il viso è il nostro biglietto da visita.



Ma è anche una struttura complessa, viva, dinamica, profondamente collegata a postura, sistema nervoso, circolazione e mimica.

Negli ultimi anni i trattamenti medico-estetici invasivi sul viso sono diventati sempre più accessibili, rapidi e “normalizzati”.

Questo non li rende automaticamente sbagliati.

Ma rende necessario capirli davvero, prima di sceglierli.

Cosa si intende per trattamenti invasivi del viso



Quando parliamo di trattamenti viso invasivi o mini-invasivi del viso, ci riferiamo principalmente A:

filler volumizzanti

tossina botulinica

fili di trazione

biostimolazioni iniettive



Tutti hanno un elemento in comune:

introducono o bloccano qualcosa nel corpo per ottenere un risultato estetico.


Il viso non è una superficie, è un sistema

Il viso non è fatto solo di pelle.


Coinvolge:

muscoli mimici

nervi

vasi sanguigni

sistema linfatico

tessuto connettivo profondo.


Ogni intervento su un punto ha ripercussioni su altri distretti.

Il viso non sta fermo.

Parla, sorride, si contrae, comunica emozioni.

E questo lo rende particolarmente sensibile a interventi che ne modificano forma o funzione.

Filler: riempire non significa ringiovanire

I filler agiscono introducendo materiale per aumentare volume o “distendere” una zona.

Dal punto di vista tecnico:

modificano i piani anatomici

comprimono o spostano strutture

alterano la dinamica dei tessuti

Il risultato può essere immediato.

Ma non è un lavoro sul tessuto: è un lavoro di compensazione.

Se il problema è:

perdita di tono

rigidità muscolare

circolazione rallentata

il filler non risolve la causa, la maschera.

Tossina botulinica: il volto che non si muove

La tossina botulinica riduce la contrazione muscolare.

Tecnicamente:

blocca la trasmissione neuromuscolare

riduce l’espressione in specifiche aree

Il problema non è solo estetico.

È funzionale.

Un muscolo che non lavora:

perde tono

altera gli equilibri con i muscoli vicini

cambia la dinamica del volto

Il viso diventa più “liscio”, ma spesso anche più statico.

E un viso statico non è necessariamente più giovane.



Cosa succede quando l’effetto finisce: il vero problema poco raccontato.

Uno degli aspetti meno spiegati dei trattamenti invasivi sul viso è cosa accade dopo, quando l’effetto del filler o della tossina svanisce.

Il problema non è solo “torna come prima”.

Spesso torna peggio.

Perché?

Il muscolo viene “ingessato”

Nel caso della tossina botulinica, il muscolo viene temporaneamente bloccato.

Un muscolo che non lavora:

perde tono

perde capacità di adattamento

perde comunicazione con il sistema nervoso

È come ingessare un arto:

quando togli il gesso, il muscolo è più debole di prima.

Il viso, privato del movimento fisiologico, invecchia più velocemente nel tempo.

Il corpo smette di fare ciò che viene fatto al posto suo

Nel caso dei filler e delle infiltrazioni, il meccanismo è ancora più sottile.



Quando introduciamo dall’esterno:

volume

sostegno

stimolo artificiale

l’organismo riduce la propria risposta biologica.

Il corpo ragiona così:

Se qualcuno lo fa per me, io posso smettere di farlo.”

Questo significa:

minor stimolo alla produzione endogena

rallentamento dei processi di rinnovamento cellulare

perdita progressiva di autonomia del tessuto

Non perché il corpo sia “pigro”, ma perché è efficiente.

Meno stimolo = meno rigenerazione

Il tessuto sano si mantiene giovane perché:

viene stimolato

viene ossigenato

viene messo nelle condizioni di rigenerarsi

Quando il risultato viene ottenuto per sostituzione, e non per attivazione, il tessuto:

non migliora

non si rinforza

non si rinnova

Si limita a reggere finché l’effetto dura.

E quando finisce, il tessuto appare:

più svuotato

più rilassato

più fragile

La dipendenza dal trattamento

È qui che nasce il circolo vizioso:

il viso sembra migliorare

l’effetto svanisce

il tessuto è meno reattivo

si ricorre a nuove infiltrazioni

Non per vanità, ma per necessità indotta.

Il corpo, non più allenato a fare il suo lavoro, chiede un supporto esterno continuo.

La differenza tra sostituire e stimolare

Questo è il vero spartiacque.

I trattamenti invasivi sostituiscono una funzione

I trattamenti non invasivi ben strutturati stimolano una funzione

Nel primo caso il corpo diventa passivo.

Nel secondo caso il corpo diventa collaborativo.

E un corpo che collabora:

invecchia meglio

mantiene i risultati

conserva espressività e vitalità

Fili di trazione: sollevare senza rieducare

I fili promettono un effetto lifting senza chirurgia.

In realtà:

creano una trazione meccanica

stimolano una fibrosi controllata

non rieducano il tessuto

Se la struttura di base è:

rigida

compressa

poco ossigenata

il filo tira, ma non riorganizza.

Il rischio è ottenere:

tensioni innaturali

asimmetrie

perdita di morbidezza espressiva

Perché molti risultati non durano

Il motivo è semplice e poco detto.

I trattamenti invasivi sul viso:

agiscono sull’effetto

non modificano la qualità del tessuto

non migliorano circolazione e drenaggio

non lavorano sul sistema nervoso

Il corpo si adatta.

E spesso chiede nuove correzioni, creando una dipendenza dal trattamento.

Il grande equivoco: trattare il viso senza guardare il resto

Il viso è collegato a:

postura cervicale

respirazione

tensioni mandibolari

assetto del bacino

Un viso teso spesso non è un viso “vecchio”.

È un viso stanco, contratto, difensivo.

Trattarlo senza considerare il resto del corpo è come:

raddrizzare un quadro storto senza sistemare il muro.

Perché non è vero che “se è medico è sempre meglio”

Il punto non è chi lo fa, ma perché lo si fa.

Un atto medico:

ha indicazioni

ha controindicazioni

ha un rapporto rischio/beneficio

Usare strumenti invasivi per problemi funzionali lievi o reversibili è una scelta non sempre proporzionata.

Soprattutto quando esistono alternative non invasive che:

rispettano il tessuto

mantengono la mimica

lavorano in profondità

non creano dipendenza



Conclusione integrativa

Il problema non è “fare o non fare” un trattamento invasivo.

Il problema è farlo senza sapere cosa stiamo togliendo al corpo in termini di funzione.

Il viso non ha bisogno di qualcuno che lavori al posto suo.

Ha bisogno di essere rimesso nelle condizioni di lavorare bene da solo.

E questo cambia tutto.

Il tema dei trattamenti invasivi sul viso è complesso e personale.

Ogni scelta nasce da esigenze, esperienze e percorsi diversi.

Se questo articolo ti ha fatto riflettere, se hai vissuto un’esperienza diretta o se ti stai ponendo domande prima di decidere,

condividilo nei commenti.

Il confronto consapevole è il primo passo per fare scelte informate e rispettose del proprio corpo.


Scritto da Silvana Grippi

Estetista e formatrice con oltre 40 anni di esperienza nel lavoro sul corpo.

Nel suo centro a Palermo sviluppa un metodo basato su diagnosi estetica, ascolto del corpo e trattamenti non invasivi orientati a risultati duraturi.



 
 
 

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