Trattamenti invasivi viso: cosa fanno davvero e cosa non cambiano
- nonsolodonnas
- 4 giorni fa
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Aggiornamento: 5 ore fa
Questo articolo nasce dal metodo di lavoro che adottiamo nel nostro centro, basato su formazione continua e diagnosi estetica approfondita.
Trattamenti invasivi viso : Il viso è il nostro biglietto da visita.
Ma è anche una struttura complessa, viva, dinamica, profondamente collegata a postura, sistema nervoso, circolazione e mimica.
Negli ultimi anni i trattamenti medico-estetici invasivi sul viso sono diventati sempre più accessibili, rapidi e “normalizzati”.
Questo non li rende automaticamente sbagliati.
Ma rende necessario capirli davvero, prima di sceglierli.
Cosa si intende per trattamenti invasivi del viso
Quando parliamo di trattamenti viso invasivi o mini-invasivi del viso, ci riferiamo principalmente A:
filler volumizzanti
tossina botulinica
fili di trazione
biostimolazioni iniettive
Tutti hanno un elemento in comune:
introducono o bloccano qualcosa nel corpo per ottenere un risultato estetico.
Il viso non è una superficie, è un sistema
Il viso non è fatto solo di pelle.
Coinvolge:
muscoli mimici
nervi
vasi sanguigni
sistema linfatico
tessuto connettivo profondo.
Ogni intervento su un punto ha ripercussioni su altri distretti.
Il viso non sta fermo.
Parla, sorride, si contrae, comunica emozioni.
E questo lo rende particolarmente sensibile a interventi che ne modificano forma o funzione.
Filler: riempire non significa ringiovanire
I filler agiscono introducendo materiale per aumentare volume o “distendere” una zona.
Dal punto di vista tecnico:
modificano i piani anatomici
comprimono o spostano strutture
alterano la dinamica dei tessuti
Il risultato può essere immediato.
Ma non è un lavoro sul tessuto: è un lavoro di compensazione.
Se il problema è:
perdita di tono
rigidità muscolare
circolazione rallentata
il filler non risolve la causa, la maschera.
Tossina botulinica: il volto che non si muove
La tossina botulinica riduce la contrazione muscolare.
Tecnicamente:
blocca la trasmissione neuromuscolare
riduce l’espressione in specifiche aree
Il problema non è solo estetico.
È funzionale.
Un muscolo che non lavora:
perde tono
altera gli equilibri con i muscoli vicini
cambia la dinamica del volto
Il viso diventa più “liscio”, ma spesso anche più statico.
E un viso statico non è necessariamente più giovane.
Cosa succede quando l’effetto finisce: il vero problema poco raccontato.
Uno degli aspetti meno spiegati dei trattamenti invasivi sul viso è cosa accade dopo, quando l’effetto del filler o della tossina svanisce.
Il problema non è solo “torna come prima”.
Spesso torna peggio.
Perché?
Il muscolo viene “ingessato”
Nel caso della tossina botulinica, il muscolo viene temporaneamente bloccato.
Un muscolo che non lavora:
perde tono
perde capacità di adattamento
perde comunicazione con il sistema nervoso
È come ingessare un arto:
quando togli il gesso, il muscolo è più debole di prima.
Il viso, privato del movimento fisiologico, invecchia più velocemente nel tempo.
Il corpo smette di fare ciò che viene fatto al posto suo
Nel caso dei filler e delle infiltrazioni, il meccanismo è ancora più sottile.
Quando introduciamo dall’esterno:
volume
sostegno
stimolo artificiale
l’organismo riduce la propria risposta biologica.
Il corpo ragiona così:
“Se qualcuno lo fa per me, io posso smettere di farlo.”
Questo significa:
minor stimolo alla produzione endogena
rallentamento dei processi di rinnovamento cellulare
perdita progressiva di autonomia del tessuto
Non perché il corpo sia “pigro”, ma perché è efficiente.
Meno stimolo = meno rigenerazione
Il tessuto sano si mantiene giovane perché:
viene stimolato
viene ossigenato
viene messo nelle condizioni di rigenerarsi
Quando il risultato viene ottenuto per sostituzione, e non per attivazione, il tessuto:
non migliora
non si rinforza
non si rinnova
Si limita a reggere finché l’effetto dura.
E quando finisce, il tessuto appare:
più svuotato
più rilassato
più fragile
La dipendenza dal trattamento
È qui che nasce il circolo vizioso:
il viso sembra migliorare
l’effetto svanisce
il tessuto è meno reattivo
si ricorre a nuove infiltrazioni
Non per vanità, ma per necessità indotta.
Il corpo, non più allenato a fare il suo lavoro, chiede un supporto esterno continuo.
La differenza tra sostituire e stimolare
Questo è il vero spartiacque.
I trattamenti invasivi sostituiscono una funzione
I trattamenti non invasivi ben strutturati stimolano una funzione
Nel primo caso il corpo diventa passivo.
Nel secondo caso il corpo diventa collaborativo.
E un corpo che collabora:
invecchia meglio
mantiene i risultati
conserva espressività e vitalità
Fili di trazione: sollevare senza rieducare
I fili promettono un effetto lifting senza chirurgia.
In realtà:
creano una trazione meccanica
stimolano una fibrosi controllata
non rieducano il tessuto
Se la struttura di base è:
rigida
compressa
poco ossigenata
il filo tira, ma non riorganizza.
Il rischio è ottenere:
tensioni innaturali
asimmetrie
perdita di morbidezza espressiva
Perché molti risultati non durano
Il motivo è semplice e poco detto.
I trattamenti invasivi sul viso:
agiscono sull’effetto
non modificano la qualità del tessuto
non migliorano circolazione e drenaggio
non lavorano sul sistema nervoso
Il corpo si adatta.
E spesso chiede nuove correzioni, creando una dipendenza dal trattamento.
Il grande equivoco: trattare il viso senza guardare il resto
Il viso è collegato a:
postura cervicale
respirazione
tensioni mandibolari
assetto del bacino
Un viso teso spesso non è un viso “vecchio”.
È un viso stanco, contratto, difensivo.
Trattarlo senza considerare il resto del corpo è come:
raddrizzare un quadro storto senza sistemare il muro.
Perché non è vero che “se è medico è sempre meglio”
Il punto non è chi lo fa, ma perché lo si fa.
Un atto medico:
ha indicazioni
ha controindicazioni
ha un rapporto rischio/beneficio
Usare strumenti invasivi per problemi funzionali lievi o reversibili è una scelta non sempre proporzionata.
Soprattutto quando esistono alternative non invasive che:
rispettano il tessuto
mantengono la mimica
lavorano in profondità
non creano dipendenza
Conclusione integrativa
Il problema non è “fare o non fare” un trattamento invasivo.
Il problema è farlo senza sapere cosa stiamo togliendo al corpo in termini di funzione.
Il viso non ha bisogno di qualcuno che lavori al posto suo.
Ha bisogno di essere rimesso nelle condizioni di lavorare bene da solo.
E questo cambia tutto.
Il tema dei trattamenti invasivi sul viso è complesso e personale.
Ogni scelta nasce da esigenze, esperienze e percorsi diversi.
Se questo articolo ti ha fatto riflettere, se hai vissuto un’esperienza diretta o se ti stai ponendo domande prima di decidere,
condividilo nei commenti.
Il confronto consapevole è il primo passo per fare scelte informate e rispettose del proprio corpo.
Scritto da Silvana Grippi
Estetista e formatrice con oltre 40 anni di esperienza nel lavoro sul corpo.
Nel suo centro a Palermo sviluppa un metodo basato su diagnosi estetica, ascolto del corpo e trattamenti non invasivi orientati a risultati duraturi.
























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